Castelsardo la Storia - Castel Aragonese

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Gli Spagnoli si impadronirono di Castel Genovese nel 1448, dopo un lungo periodo di assedio, ordinato da Alfonso IV, la resa avvenne, forse, per fame o per tradimento, considerata la sicurezza delle fortificazioni.

Tuttavia la fortezza mantenne il suo nome a lungo, esistono diverse teorie, secondo una prima, solamente nel 1538 è stato usato per la prima volta il nome Castel Aragonese, secondo un'altra Castel Genovese assunse il nome di Castel Aragonese nel 1520.

Non solo mantenne il nome a lungo ma vennero inoltre confermati anche gli Statuti di Galeotto Doria, pertanto la città continuò ad essere governata con le sue antiche leggi, mentre in tutta la Sardegna si applicavano le leggi contenute nella Carta de Logu. 

Sotto la dominazione spagnola la nostra città diventa sede vescovile, nel 1586 divenne vescovo Giovanni Sanna, al quale dobbiamo la costruzione della Cattedrale, dedicata a S. Antonio Abate.

Realizzata sull’impianto della precedente chiesa romanica di S.Antonio, collocata in una posizione magnifica a dominio del mare è affiancata da un campanile in trachite con cupola maiolicata. L’interno, a una sola navata, annoverà nell’ultima campata e nella zona presbiteriale reminescenze tardogotiche. Un organo settecentesco è collocato nella cantoria datata 1727, sotto la quale si trovano alcune lapidi tombali. La cattedrale conserva quasi intatto il pregevole arredo ligneo sei-settecentesco.

Particolarmente interessante e l’altare sinistro, con statua policroma del santo patrono, appartenente al XVI secolo.

Sull’altare maggiore della cattedrale, si può ammirare la famosa “Madonna del Maestro di Castelsardo”,  l’opera databile fra la fine del Quattrocento e i primi del Cinquecento è un importante lavoro giovanile dell’anonimo artista “Maestro di Castelsardo”, lo stesso fu caposcuola di una tendenza artistica Sarda ben definita, alcune tesi sostengono che il suo stile abbia avuto origine in Catalogna, in quanto particolarmente vicino a quello di James Huguet. Dello stesso artista si possono ammirare altre quattro tavole.

Al tempo sicuramente la Sardegna era un po’ meno isola e Castelsardo un po’ meno isolata...

Nel 1512, il castello ebbe una modifica alle fortificazioni, venne aggiunto lo “sperone” e la “loggetta”.

Le fortificazioni, sono rimaste pressoché invariate dal 1625, ciò si evince dalle relazioni del viceré don Giovanni Vivas, inviate al re d’Aragona, al tempo risale infatti il completamento e il riordino dell’uscita a mare denominata dagli spagnoli “Mandracho del Socorro”, tale uscita risulta incassata nelle mura di “Manganello”, nome preso dalle grosse catapulte ivi situate, la stessa era stata resa inservibile dai genovesi.

Nei pressi dell’uscita al mare venne fatto realizzare un grande deposito d’acqua, questo deposito sarebbe stato sufficiente in caso di assedio a supplire all’assenza d’acqua.

A ciò segue un lungo periodo ti pestilenze attacchi dal mare da parte dei Doria e dei turchi, a cui la fortezza resiste spavalda, tali avvenimenti segnano l’inizio di un lungo stato di abbandono, segnato inoltre dal tempo delle impiccagioni.

Le impiccagioni venivano eseguite negli spalti di manganella, situati di fronte alle montagne di Aggius. Appartiene difatti alla cultura popolare il macabro detto “possano metterti in posizione rivolta verso Aggius”…

Nonostante le difficoltà economiche, il declino politico – militare, il secolo XVII rappresenta per Castel Aragonese un momento privilegiato nel rifiorire della cultura.

Castelsardo - Facciata della Cattedrale di S. Antonio
Facciata della Cattedrale di S. Antonio

Castelsardo - Madonna del Maestro di Castelsardo
Madonna del Maestro di Castelsardo

 

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